Volontariato Covid

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La Associazione ha sempre aiutato economicamente i pazienti e le famiglie che oltre ai problemi portati dalla malattia abbiano anche problemi economici,

Nel periodo di blocco lavorativo legato all'emergenza Covid i nostri volontari in collaborazione con la Consulta delle associazioni volontariato di Tortona, il mercato della Solidarietà, il Comune di Tortona , i ragazzi del Servizio civile ed altre associazioni di Volontariato hanno continuato a lavorare per dare aiuto a tutte le famiglie che avevano difficoltà a recuperare la spesa giornaliera.

Tramite i fondi del Mercato della solidarietà e la raccolta della Spesa Solidale presso i supermercati venivano realizzati acquisti di alimentari (nella foto il carico del nostro mezzo) che poi venivano suddivisi per ogni famiglia che avesse richiesto aiuto. I pacchi, per evitare assembramenti, venivano poi trasportati davanti alle abitazioni delle famiglie.

I nostri volontari hanno eseguito anche il controllo temperatura presso accesso esterno ospedale e hanno raccolto le spesa solidale davanti ai supermercati.

Un particolare ringraziamento ai nostri volontari particolarmente attivi in questa iniziativa: Andrea, Armando, Caterina, Donatella, Enrica, Giuliano, Francesco, Lucia, Manuela, Pia , Rosaria, Silvia.....

Lettera su Ospedale Tortona della Dottoressa Camagna

Lettera al giornale - Dott.ssa Pia Camagna, Vice Presidente Associazione Enrico Cucchi per le Cure Palliative.
Egregio Direttore,
le chiedo ospitalità sul giornale per condividere sentimenti e riflessioni sugli ultimi avvenimenti che hanno riguardato al sanità locale.
Marzo 2020 – Tortona Covid Hospital, Novembre 2020 – Tortona Covid Hospital. Due date che rimarranno impresse nella memoria di tutti, due date che per noi tortonesi hanno anche il sapore amaro della sconfitta, della presa in giro da parte di chi aveva fatto tante promesse.
In una, come me, che ha frequentato il "bell'ospedale" di Tortona, dai tempi dell'università a dopo il pensionamento, come volontaria, sentimenti di paura, angoscia si susseguono e li vivo come cittadino e come medico, dapprima anestesista, in seguito palliativista. Comprendo bene le difficoltà dei colleghi oggi sul campo, spesso soli e con poche risorse, nell'affrontare una malattia sconosciuta, molte volte vincitrice sugli sforzi di cura. Soprattutto mi opprime il pensiero che questi malati devono affrontare la malattia – e spesso la morte – in solitudine, forzatamente lontano dai loro familiari, altrettanto provati da questa lontananza fisica. Mai come in questo momento mi sto rendendo conto di quanto siano importanti le Cure Palliative. Io le ho "incontrate" nel 1992 quando, con altri medici e infermieri, abbiamo costituito l'Associazione Volontari per le Cure Palliative, che in seguito si chiamò Enrico Cucchi, uomo di notevole generosità ed umanità, calciatore di gran nome e spiccato talento, che ci lasciò nel pieno della sua giovinezza e che da allora è l'esempio a cui si ispira l'Associazione. L'OMS nel 1990 così le definiva: l'assistenza (to care) globale, attiva di quei pazienti in cuoi la malattia non risponda ai trattamenti curativi (to cure). I nostri "maestri" ci dicevano che il malato deve essere messo al centro e con lui la sua famiglia. Avevo una vaga idea di cosa volesse dire, ma via via l'ho compreso nel mio percorso di assistenza (da adsistere cioè stare accanto). Ho capito ed imparato che le cure palliative sono un nuovo modo di operare e di prendersi cura, non solo una branca della medicina, ma un fatto anche culturale, filosofico. Si passa dal considerare la malattia al considerare il malato, dal guarire al curare, dal curare al prendersi cura, dalla durata della vita alla qualità della vita, dall'auscultare all'ascoltare. E' un ritorno alla medicina di cura, che non è una scoperta di oggi, perché già Ippocrate (460-370 a.C.), il padre della medicina, consigliava di "Osservare tutto e studiare il paziente più che la malattia", come il filosofo e medico ebreo Mosè Maimonide (1135-1204 d.C.) che alternava: "C'è una regola generale e ho visto grandi medici operare con quella, ed è che il medico non deve trattare la malattia ma il paziente che soffre". Il percorso di assistenza (in senso etimologico) e di accompagnamento è venuto meno ai malati di Covid e non Covid ed ai loro familiari: tanti soffrono, tanti muoiono da soli, nonostante il prodigarsi del personale sanitario. Che periodo difficile per i nostri volontari, il cui principale obiettivo è quello dello "stare accanto"!. I giorni passano inesorabili, i contagi corrono, i malati aumentano, le persone muoiono, gli ospedali e le terapie intensive sono piene, la sanità è al collasso: ansia, collera, sensazione di impotenza ci pervadono. Ma forse è proprio questa l'ora in cui fare appello a tutte le nostre forze morali e a tutte le nostre risorse materiali. L'Ospedale è una di queste, anzi è tra le più importanti, perché è un "bell'ospedale", in tutti i sensi, sia come struttura che come tradizione sanitaria. Voglio pensare che la regione lo abbia scelto, per ben due volte, come Covid Hospital proprio per le sue caratteristiche e voglio credere che, quando questa epidemia cesserà, il nostro "bell'ospedale" sarà finalmente considerato tale anche dai decisori della politica sanitaria regionale e sarà valorizzato come ha meritato e merita. Ho ricordato il passato con nostalgia, per la delusione di questo triste presente, ma guardo al futuro ancora con fiducia. La croce, all'ombra della quale torniamo a seppellire i tanti morti di questi giorni, è sempre illuminata dalla luce della speranza.

In tempo di Covid si calendarizza..

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Il 2020 se n'è andato portandosi dietro un carico di dolore, di tristezza, di paure. Ma la nostra Associazione non si è mai fermata cercando di essere sempre vicina e di aiutare le persone bisognose di cure. E per dare un segno di speranza con il gruppo Era Glaciale, composto sempre da nostri volontari, ha creato IL CALENDARIO 2021, distribuito anche con la collaborazione di alcuni commercianti tortonesi. Le offerte raccolte hanno permesso l'acquisto di ben 50 materassini antidecubito monouso e di quattro carrozzine indispensabili per garantire la miglior qualità di vita possibile. A tutti coloro che ci hanno aiutato va il nostro caloroso GRAZIE.

Per rispettare le normative vigenti sono state realizzate foto dei singoli attori ricomposte ed elaborate in laboratorio

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